Una Storia d’Amore cap.2
Posted on | febbraio 15, 2009 | Commenti disabilitati
Purtroppo come tutte le grandi storie d’Amore della letteratura anch’essa si concluse con un Tragico esito finale.
Un sera prima di chiusura io e la mia compagna dell’epoca, nonché compagna di viaggio professionale per circa 10anni, Maria, decidemmo di inserire nella vasca di Pinnetta e Velina, uno splendido branco di Botia Modesta giovani, per la prima volta arrivati in acquariofilia in Italia, non si sapeva niente di loro ed io riferendomi alla Botia Macracantha e all’invasione di lumache presenti nell’acquario di Pinnetta feci 1+1. La stanchezza della settimana lavorativa mi portò a commettere un errore fatale. Le Botia evidentemente affamate dal lungo viaggio e con una predisposizione all’aggressività al di fuori del loro ordine biologico, attaccarono incessantemente Pinnetta e Velina tutta la notte. La mattina io e Maria rimanemmo esterrefatti in lacrime ed impotenti nei confronti della catastrofe oramai compiuta, Velina era stesa sul fondo inerme con sopra Pinnetta, Lui privo di pinne quasi tondo, pieno di morsicature, ansimante aveva difeso stremato fino quasi alla morte la sua Amata. Fummo presi dal senso di colpa, i Botia furono allontanati immediatamente. Non fate il mio errore non inserite specie delle quali non siano anni che se ne conoscano le caratteristiche, nell’equilibrio del vostro acquario.
Rimanemmo ore nel negozio a sistemare, senza avere il coraggio di togliere Velina giacente sotto l’attenzione vigile di Pinnetta, da quel angolo dove aveva esalato il suo ultimo respiro, il suo ultimo sguardo rivolto a Pinnetta e alle sue uova.
Arrivò il momento di toglierla per non inquinare l’acquario e il pensiero che l’acquariofilia aveva bisogno di piu’ informazione era sempre piu’ pressante, che le persone venissero sensibilizzate agli animali in tutte le loro forme e decisi di dare sempre al meglio il mio piccolo contributo mediatico.
Pinnetta oramai solo con il Suo “Ricordo” rimaneva in quell’angolo senza nutrirsi, a volte si vedeva “picchiare” nel vuoto contro il “niente” che lo circondava, il suo Coraggio e il suo Amore per Velina l’avevano mantenuto vivo in una battaglia impari, senza pietà.
Passarono 3 settimane e i clienti piu’ gentili venivano a trovarlo, a vedere come stava ed a rispettare di piu’ i pesci nel loro acquario, dando un senso alla morte di Velina. Vuoi perchè si studia che anno un cervello piccolo e “dicono” con poca memoria..fatto stà che a forza di immettere giovani Scalarette, Pinnetta si riaccoppiò, ma ogni tanto riandava nel suo angolo a meditare a “ricordare”. Non Lo ho piu’ visto dinamico, le uova si e no riempivano mezza foglia e lui in presenza delle mani si scansava timorosamente, non ebbi mai il coraggio di venderlo e lo detti in ”vecchiaia” al mio amico Massimo (si chiama come me il mio vecchio amico di inizio acquariofilia) nel suo splendido acquario olandese a cielo aperto. Spesso lo andavo a trovare, Pinnetta era sereno, lontano dal caos del negozio, ma il suo sguardo quando mi incrociava valeva mille pensieri.
Pinnetta ci lasciò all’età di 8anni
Sottolineando l’importanza di accudire i pesci con il Cuore attraverso la simpatia soggettiva che suscitano su di ognuno di noi e non con il fanatiscismo di preferire solo specie rare e d’effetto estetico.
Massimo Grande
- nella galleria “Pinnetta” è lo Scalare grigio a bande nere, “Velina” è l’altro piu’ piccolo tendente al bianco, i “puntini” in nuvola intorno a loro sono i loro cuccioli chiamati in acquariologia “avannotti”.



















