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	<title>Massimo Grande Acquari &#187; acquariofilia acquariologia</title>
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		<title>Hyphessobrycon pulchripinnis</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 22:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’ Hyphessobrycon pulchripinnis è un pesce molto interessante, per veri acquariofili. Un’altra caratteristica di questo pesce è il rosso intenso e iridescente che appare nella metà superiore del suo occhio. Dopo un attento esame su un esemplare di questa specie, possiamo dire che la parte bassa dell’occhio è gialla, con piccole punteggiature rosse che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/pesce_limone_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10677" title="pesce_limone_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/pesce_limone_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>L’ <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> è un pesce molto interessante, per veri acquariofili. Un’altra caratteristica di questo pesce è il rosso intenso e iridescente che appare nella metà superiore del suo occhio. Dopo un attento esame su un esemplare di questa specie, possiamo dire che la parte bassa dell’occhio è gialla, con piccole punteggiature rosse che la ricoprono. Le pinne pettorali sono trasparenti, a volte con una sfumatura gialla, le pinne pelviche sono gialle negli esemplari più piccoli, con una linea nera sulla parte finale. La pinna anale ha i primi raggi di un giallo lucente, nettamente staccati dai successivi raggi neri, e la pinna dorsale è molto simile. In particolare negli esemplari più piccoli, la coda assume un bagliore grigio, con dei raggi più scuri. La taglia dell’<em> Hyphessobrycon pulchripinnis</em> raggiunge solitamente la misura di 5 cm. Essendo una specie amazzonica, ci si aspetterebbe che l’<em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> preferisca un’acqua povera di calcio e acida. Tuttavia, dimostra un alto livello di resistenza, aumentato anche da una lunga storia di vita in acquario e dalla sua capacità di adattamento. La temperatura di allevamento ideale varia dai 21° C ai 27° C. Il pH e la durezza dell’acqua possono invece variare molto, ma le quote ideali per questa specie sono: Ph 6.6 GH 10° e KH 8. Le decorazioni dell’acquario fanno una grande differenza per mettere in risalto l’<em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em>. In un acquario spoglio, si noterebbero appena, poiché non avrebbero la possibilità di apparire in tutta la loro bellezza. Per riconoscere degli esemplari sani, basta guardarli da vicino e vedere se sono attivi, vivaci e con le pinne non raccolte ma belle estese. Evitate gli esemplari che sembrano svogliati o con le pinne non distese, poiché potrebbero essere sintomo di patologie. Evitate anche a tutti i costi quelli con delle iridi scure o che hanno la parte superiore dell’occhio annebbiata, poiché degli esemplari sani di <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> hanno le iridi molto chiare e limpide. È consigliabile acquistare un numero ampio di esemplari (acquario permettendo), È una buona idea prendere un gruppo misto di almeno 20\30 esemplari per 200lt. <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> è tra quei pesci che non solo appaiono migliori in un branco di una certa grandezza, ma che danno il loro meglio anche quando l’acquario è ben arredato e progettato per rispettare le loro esigenze. Dategli delle piante ben sistemate, sparse, per lasciare un ampio spazio per nuotare, ma anche dei nascondigli. Con delle buone decorazioni nell’acquario e del cibo vivo di tanto in tanto da dare ai nostri <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em>, vedrete che il loro colore risulterà sempre più sgargiante e appariscente. Gli <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> sono pesci che si adattano facilmente non solo alle condizioni dell’acqua, ma anche ai loro compagni d’acquario. Essi convivono bene con altri pesci della famiglia dei Caracidi (specialmente se scelti di colori contrastanti), come i Barbus, i Danio, le Rasbora e ovviamente anche con famiglie di pescigatto come i <em>Corydoras</em>, ma il loro splendore lo si apprezza come unici esemplari di primo piano come di logica negli acquari professionali monospecifici. <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> è una specie tra i Caracidi che esibisce un comportamento parzialmente territoriale. Solitamente è un pesce che vive bene insieme ad altre specie, ma a volte puo’ essere territoriale. Gli esemplari maschi iniziano a guardarsi intorno per “marcare il territorio”, scelgono dei punti da cui guardare gli altri pesci nell’acquario e… si scrutano tra di loro! Questo porta inevitabilmente a delle aggressività interspecifiche. All’acquariofilo inesperto sembrerebbero delle vere e proprie lotte, ma in realtà sono semplicemente degli atteggiamenti territoriali. Due maschi adulti si potrebbero, ad esempio, sfidare allargando le pinne il più possibile, così da farsi riconoscere successivamente. L’avversario farebbe lo stesso, senza nessun contatto tra i due, ma tutto ciò avviene così velocemente da richiedere una buona vista per vedere questa sfida sulla “postura”.  Questo comportamento sembra riguardare più gli esemplari maschi che quelli femmina.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><a href="http://www.massimograndeacquari.com/hyphessobrycon-pulchripinnis-cap-2/"><span style="color: #0000ff;">segue pag.2 »</span></a></em></strong></p>
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		<title>Hyphessobrycon pulchripinnis cap.2</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 22:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[segue da pag.1 »
Un’altra differenza che esiste tra maschi e femmine è quella visiva, che tuttavia non si manifesta fino all’età’ adulta. La più importante differenza da osservare, una volta che l’Hyphessobrycon pulchripinnis è adulto è la seguente: la striscia nera della pinna anale, quella della femmina adulta solitamente è molto fina, come se fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/hyphessobrycon-pulchripinnis/"><span style="color: #0000ff;">segue da pag.1 »</span></a></span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra differenza che esiste tra maschi e femmine è quella visiva, che tuttavia non si manifesta fino all’età’ adulta. La più importante differenza da osservare, una volta che l’<em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> è adulto è la seguente: la striscia nera della pinna anale, quella della femmina adulta solitamente è molto fina, come se fosse stata disegnata con una matita, invece, quella del maschio adulto è spessa fino a coprire un terzo della pinna. Un altro indicatore per distinguere gli esemplari maschi dalle femmine è la pinna dorsale, i maschi tendono ad averla più alta, con contrasti evidenti tra le parti nere e le parti gialle, anche se questa distinzione non è del tutto affidabile al 100% come la precedente. I punti chiave per l’allevamento degli<em> Hyphessobrycon pulchripinnis</em> sono molti. Prima di tutto, il cibo vivo li porta a depositare molte uova, come accade, ad esempio, se gli si dà da mangiare delle Daphnie vive ogni giorno per una settimana: iniziano a depositare uova senza ulteriori incoraggiamenti. Un altro stimolo per la riproduzione degli <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> è la luce del mattino, per cui, vi consiglio di mettere l’acquario in un punto dove al mattino può ricevere la luce e vedrete i suoi effetti benefici. Durante l’accoppiamento, se c’è più di un esemplare maschio nell’acquario, si potrebbero verificare degli episodi di sfida come quelli descritti in precedenza, anche se l’approccio tra i sessi opposti si manifesta in modo differente. Prima di tutto, la “postura d’invito” del maschio è a testa bassa, in secondo luogo, il suo corpo è tremolante e contratto, con dei gesti caratteristici che trasmettono la premura del maschio durante la riproduzione tipica dei Caracidi. In terzo luogo, le pinne non sono completamente distese come durante un confronto tra esemplari maschi. Invece, per attrarre la femmina, il pesce maschio muove le sue pinne per aumentare il contrasto dei suoi colori, nero e giallo. Quando il pesce femmina è maturo e pronto, accetta l’invito del maschio e si nascondono entrambi tra le folte piante per fecondare, mettendosi uno accanto all’altro per qualche secondo.<a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/Hyphessobrycon-pulchripinnis_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10686" title="Hyphessobrycon_pulchripinnis_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/Hyphessobrycon-pulchripinnis_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="150" height="120" /></a> Al termine dell’atto della deposizione delle uova, i due esemplari si allontano l’uno dall’altro come se li avesse divisi una carica esplosiva. A questo punto, purtroppo prevale l’istinto di mangiare le uova deposte, il perché è semplice, allo stato naturale, gli <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> depongono le uova in gruppi e possono arrivare anche a diecimila coppie che si riproduco in una volta sola; mangiare le uova delle altre coppie significa diminuire una sorta di competizione che si crea tra di loro. In un acquario da allevamento si ha solo una coppia di <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em>, al massimo due, ma c’è comunque il rischio che questo istinto appena descritto si presenti, il che significa che se non ci sono “concorrenti” i pesci finiranno per mangiare le proprie uova. Per evitare tutto ciò, è consigliabile adottare delle trappole per contenere le uova, in modo da non farle mangiare dai genitori. Tra le piante adatte alla deposizione delle uova c’è la <em>Cabomba</em> e il Muschio di Giava (Vesicularia Dubyana). La temperatura ideale per la riproduzione è di circa 27°C. Gli avannotti di <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> hanno bisogno di Infusori per i primi sette giorni della loro vita. Potreste anche provare a nutrirli solo con cibo liquido, ma probabilmente non si otterrebbero gli stessi risultati che con degli Infusori vivi, con l’aggiunta di un mix per avannotti e vitamine. Inoltre, vista la fertilità delle femmine, aspettatevi una grande quantità di piccoli da nutrire, almeno 300 esemplari di <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em>, se si dispone di un substrato appropriato. Conclusione , se cercate un biotopo appassionante da riprodurre in un acquario sicuramente la specie sopracitata fà al caso vostro.</p>
<p style="text-align: justify;">MGA</p>
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		<title>L&#8217;Acquario d&#8217;acqua dolce tropicale</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 20:12:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[L'Acquario d'acqua dolce]]></category>
		<category><![CDATA[acquariofilia acquariologia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;acquario d&#8217;acqua dolce tropicale è senza dubbio un ottima scelta per avvicinarsi all&#8217;acquariofilia con il minor rischio possibile di problemi causati dall&#8217;approccio neofita di un &#8220;Hobby&#8221;, che comunque coinvolge esseri viventi e di conseguenza va affrontato con il dovuto rispetto. L&#8217;Acquario d&#8217;acqua dolce tropicale differenzia da quello d&#8217;acqua dolce temperato per la scala di temperatura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;acquario d&#8217;acqua dolce tropicale è senza dubbio un ottima scelta per avvicinarsi all&#8217;<a title="acquariofilia categoria consigli" href="http://www.massimograndeacquari.com/acquariofilia/"><strong><em>acquariofilia</em></strong></a> con il minor rischio possibile di problemi causati dall&#8217;approccio neofita di un &#8220;Hobby&#8221;, che comunque coinvolge esseri viventi e di conseguenza va affrontato con il dovuto rispetto. L&#8217;Acquario d&#8217;acqua dolce tropicale differenzia da quello d&#8217;acqua dolce temperato per la scala di temperatura sulla  quale è posizionato che va dai 22 gradi centigradi ai 32 a seconda delle specie animali o vegetali in esso ospitate. L&#8217;Acquario d&#8217;acqua dolce tropicale è di notevole effetto estetico sopratutto quando è arricchito con molte <a title="piante d'acquario" href="http://www.massimograndeacquari.com/le-piante-dacquario/"><strong><em>piante</em></strong></a> di varietà differenti in termini di forma e colore; in commercio ad oggi è possibile reperire le piu&#8217; stravaganti specie e rarità. Tra le regole principali è bene seguire quella di trovare un posto in casa dove poter inserire un acquario il piu&#8217; capiente possibile, i costi della vasca non cambiano di molto sulle misure leggermente differenti, ma cambiano enormemente i vantaggi biologici ed estetici, quindi scegliete sempre una vasca piu&#8217; grande possibile. L&#8217;Acquario d&#8217;acqua dolce tropicale ad oggi è alla portata di chiunque, grazie all&#8217;immissione nel mercato acquariofilo circa 14 anni fa di un ottima tipologia di impianto di CO2 (Anidride Carbonica) a basso costo, sto parlando dei diffusissimi impianti con bombole usa e getta dai 500\600grammi di varie marche. Per chi non mi conosce da tempo è curioso sapere che questa tipologia di impianti è stata introdotta sul mercato dietro una <em><span style="text-decoration: underline;">mia idea</span></em>  <em>(dimostrabile con fatture fiscali)</em>, ma non brevettabile in quanto era solo una soluzione tecnica a dei materiali già esistenti (per semplificare). L&#8217;esigenza di poter avere un impianto di CO2 valido e a basso costo mi spinse a trovare una soluzione che permette alla maggior parte degli acquariofili di realizzare un acquario d&#8217;acqua dolce di piante funzionante ed economico. Purtroppo proprio l&#8217;elevato costo degli impianti di CO2 hanno ritardato la diffusione dell&#8217;acquariofilia in genere, in quanto non si puo&#8217; creare un perfetto &#8220;giardino subacqueo&#8221; o acquario &#8220;Olandese&#8221; se non con una giusta immissione di Anidride Carbonica. Un Acquario d&#8217;acqua dolce tropicale va quindi &#8220;pensato&#8221; partendo dall&#8217;acquisto di un buon impianto di CO2 proporzionato al volume dell&#8217;acquario stesso. <a href="http://www.massimograndeacquari.com/show-room/"><img class="alignleft size-full wp-image-690" title="acquario-1" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/01/acquario-1.jpg" alt="acquario-1" width="262" height="278" /></a>Collocata la vasca e avendo seguite tutte le istruzioni della chimica, utilizzate il tempo che avete di maturazione del <a title="il filtro" href="http://www.massimograndeacquari.com/il-filtro/"><strong><em>filtro</em></strong></a> iniziando a diffondere CO2, portando il valore intorno ai 20-30mg\lt , a questo punto introducete piu&#8217; piante possibili in una sola volta, questo è un &#8220;trucco&#8221; molto valido affinché si crei subito un microclima  ideale. Fatti  i <a href="http://www.massimograndeacquari.com/i-test/"><strong><em>Test</em></strong></a>, potete introdurre i primi pesci in un ambiente sano e ricco di ossigeno puro. Ricordate sempre che è meglio aspettare qualche settimana in piu&#8217; che in meno, l&#8217;acquario va d&#8217;accordo solo con la pazienza.</p>
<p><a title="massimo grande acquari" href="http://www.massimograndeacquari.com/?page_id=61"><em><strong>MG</strong></em></a></p>
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		<title>Il cambio d&#8217;acqua nell&#8217;Acquario</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 20:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il cambio d'acqua]]></category>
		<category><![CDATA[acquariofilia acquariologia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il Cambio d&#8217;acqua&#8221;
Il cambio d&#8217;acqua in acquario è il nostro vero &#8220;Amico&#8221; acquariofilo, non c&#8217;e&#8217; manutenzione più salutare che possiamo effettuare con un regolare cambio d&#8217;acqua con verifica dei valori chimici. Il cambio d&#8217;acqua occorre effettuarlo con regolarità e seguendo delle indicazioni di vitale importanza, d&#8217;altronde quasi tutto in acquario è &#8220;vitale&#8221;. Per far sì  che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&#8220;Il Cambio d&#8217;acqua&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Il cambio d&#8217;acqua in acquario è il nostro vero &#8220;Amico&#8221; <a title="acquario cambio d'acqua" href="http://www.massimograndeacquari.com/?page_id=600"><strong><em>acquariofilo</em></strong></a>, <img class="alignright size-thumbnail wp-image-1079" title="secchio_acquario_cambio_acqua" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/01/secchio-rotondo-150x150.jpg" alt="secchio_acquario_cambio_acqua" width="72" height="72" />non c&#8217;e&#8217; manutenzione più salutare che possiamo effettuare con un regolare cambio d&#8217;acqua con verifica dei <a title="acquario test" href="http://www.massimograndeacquari.com/?p=217"><strong><em>valori chimici</em></strong></a><strong><em>. </em></strong>Il cambio d&#8217;acqua occorre effettuarlo con regolarità e seguendo delle indicazioni di vitale importanza, d&#8217;altronde quasi tutto in acquario è &#8220;vitale&#8221;. Per far sì  che il cambio d&#8217;acqua non diventi un incombenza da evitare occorre munirsi fin da subito dei seguenti accessori:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Un tubo di gomma per <em><span style="text-decoration: underline;">uso alimentare</span></em> di lunghezza pari a raggiungere il fondo dell&#8217;acquario e un apposito secchio a terra o tanica.</li>
<li>Due secchi di ugual misura pari ognuno al max 10% del volume netto dell&#8217;acquario da usarsi specificamente per tale scopo.</li>
<li>Una pompa d&#8217;acqua con prevalenza superiore all&#8217;altezza dell&#8217;acquario.</li>
<li>Una pompa ad aria o areatore.</li>
<li>Un biocondizionatore declorante di ottima qualità.</li>
<li>Un termoriscaldatore di potenza pari allo 0,5 watt per litro d&#8217;acqua del secchio (come min.).</li>
<li>Un eventuale carrello per il trasporto dei secchi piu&#8217; pesanti.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;acqua occorre prepararla il giorno antecedente al cambio, collocandola nel secchio con l&#8217;areatore e il termoriscaldatore, inserendo la giusta dose di biocondizionatore e lasciandola così elaborare in maniera ottimale. Nell&#8217;arco delle ore di preparazione avviene lentamente la riduzione di cloro, la &#8220;cristallizzazione&#8221; e precipitazione dei metalli pesanti e l&#8217;ossigenazione dell&#8217;acqua con il suo riscaldamento, che deve essere tarato alla stessa temperatura dell&#8217;acqua dell&#8217;acquario. L&#8217;errore più comune è quello di sottovalutare la tossicità dell&#8217;acqua introdotta nell&#8217;acquario, specialmente nel bacino acquariofilo d&#8217;acqua dolce dove si pensa per alcuni pesci che abbiano una resistenza innata a certi parametri, cloro ecc.. senza riflettere che un acqua aggressiva la <em>prima</em> cosa che uccide è la flora batterica, preziosa risorsa dell&#8217;acquario con la quale viene a contatto, si alzano così nelle ore a seguire, i valori base del &#8220;ciclo d&#8217;azoto&#8221;. Per il motivo sopracitato un altro errore comune è abbassare i valori degli NO3 con una percentuale esagerata di cambio d&#8217;acqua tutto nello stesso momento, anche se preparata con cura c&#8217;e&#8217; sempre il rischio di impoverire troppo la flora batterica che in acquario in parte è nel filtro, ma in parte è nel volume d&#8217;acqua principale e a volte ahimè, in alcuni acquari, il materiale disposto come biologico non è in grado di svolgere il suo compito se non in collaborazione dell&#8217;insieme della flora batterica dell&#8217;intero acquario. Sull&#8217;evaporazione del cloro dall&#8217;acqua e bene soffermarcisi due righe  in piu&#8217;, sottolineando il fatto che se è pur vero che il cloro è molto instabile nell&#8217;acqua e aerosolubile, c&#8217;e&#8217; da considerare che questi processi avvengono con un giusto scambio gassoso in un determinato lasso di tempo, basti riflettere sul cloro presente nelle classiche piscine sportive che nonostante il volume d&#8217;acqua, il movimento e  il contatto con l&#8217;aria il cloro rimane inglobato per lunghi periodi di tempo. Altra sottovalutazione comune è quella relativa all&#8217;acqua osmosi che si pensa priva di cloro e metalli pesanti, ma in realtà gli impianti osmotici in commercio per l&#8217;acquariofila agiscono su circa il 95-98%  dell&#8217;acqua di carico, questo significa che se io ho un acquario di 300 lt di acqua osmotica 15 lt  di acqua possono essere carichi di cloro e metalli pesanti; anche se introduce acqua ad osmosi elaboratela sempre con gli accorgimenti sopra esposti per l&#8217;acqua della rete idrica, eccezion fatta per la quantità del biocondizionatore introdotta che può essere ridotta in proporzione. Paradossalmente un acquario con acqua trattata dal rubinetto è meno a rischio di un acquario con acqua osmotica non trattata. Direi ora di soffermarsi un attimo sul cambio d&#8217;acqua in termini di quantità, il cambio d&#8217;acqua è quindi necessario che sia effettuato in piccole proporzioni, sia per non impoverire l&#8217;acqua dai preziosi batteri, sia per non sottoporre i pesci a inutili stress di shock osmotici; se voi vi preoccupate di introdurre i pesci acquistati con una giusta acclimatazione (vedi video MGA <a title="acclimatazione pesci d'acquario" href="http://www.massimograndeacquari.com/acclimatazione-professionale-per-pesci-dacquario/"><strong><em>l&#8217;acclimatazione professionale</em></strong></a>) è assurdo che poi effettuiate cambi d&#8217;acqua in grossi volumi tutti in una volta. In acquari ben allestiti è probabile che la misurazione degli NO3 sia sempre 0 mg/lt  questo accade per il semplice motivo che una folta vegetazione vs un modesto quantitativo di pesci sia sufficiente ad eliminarli, ma questo non vi deve distogliere dal fare un cambio d&#8217;acqua periodico che in questo caso servirà a:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Togliere le cosiddette &#8220;sostanze gialle&#8221; assorbibili anche con il carbone attivo.</li>
<li>Togliere le sostanze chimiche che provocano il &#8220;nanismo&#8221; dei pesci.</li>
<li>Togliere minerali ed o metalli pesanti &#8220;legati&#8221; dai biocondizionatori, alcuni dei quali non possono essere utilizzati dalle piante e aumentano pericolosamente la &#8220;conduttività&#8221;.</li>
<li>Immettere acqua nuova con nuovi minerali utili a disposizione.</li>
<li>In giuste proporzioni crea un effetto piacevole e stimolante al sistema nervoso dei pesci con conseguenze positive su tutti gli organismi.</li>
<li>Permette di approfittare per sifonare il fondo e asportare dall&#8217;acquario depositi putrescenti.</li>
<li>Ci sono poche cose che fanno felice un Pesciolino e il cambio d&#8217;acqua fatto professionalmente è tra le prime.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><em>MG</em></p>
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