Le Piante d’acquario
Posted on | gennaio 28, 2009 | Commenti disabilitati
“Le Piante d’acquario”
Le piante acquatiche sono molto affascinanti creano nell’acquario quell’effetto magico rilassante che chi ha provato il piacere di “gustare” con gli occhi difficilmente se ne priverà nella vita.
La collocazione pignola e dettagliata farà la differenza tra un acquario banale e un “giardino subacqueo”, la creatività per far diventare un “quadro” il vostro acquario è tuttavia soggettiva, se non siete portati per un arredamento estetico, d’effetto, assimilate le cognizioni biologiche per far star bene le vostre piante e farle crescere rigogliose e fatevi aiutare da un amico\a che si cimenta con il disegno o la pittura per la giusta collocazione estetica che ha la sua importanza. Il vostro acquario non deve mai stancarvi dall’essere guardato, se cosi’ fosse non si è ottenuto il risultato giusto e questo è quello che fa la differenza tra un acquario e una bagnarola. Le piante d’acquario essendo organismi quasi totalmente di “carbonio” hanno bisogno di Anidride Carbonica (CO2) per respirare e strutturarsi. L’importanza della CO2 negli anni ha preso il suo valore, per problemi di costi, quando ero ragazzino (anni 70-80) si cercava di trovare delle soluzioni alternative, ma con scarso successo, in alcuni acquari dove crescevano le piante senza impianto di CO2 erroneamente si pensava che l’anidride carbonica non avesse importanza. In realtà in alcuni acquari il CO2 lo si rileva a sufficienza come prodotto dalla respirazione della flora batterica aerobica, questo capita soprattutto in filtri con molto materiale biologico e con molta decomposizione di cibo che alimenta la prolificazione batterica. Altro fattore che puo’ portare una produzione di CO2 naturale è l’immissione di molte piante di varietà mista tra quelle cosiddette a crescita rapida e lenta, che invertendo il processo di fotosintesi clorofilliana di notte, producono CO2 con un “avanzo” disponibile per il giorno. Affinché avvenga il processo descritto sopra è importante che il movimento d’acqua in superficie o con l’areatore sia pressoché fermo e che le piante siano in grandissimo numero. In ultima analisi, la piu’ frequente, si è appreso che alcune piante a crescita lenta (Anubias, Echinodorus ecc..) riescono a scindere l’anidride carbonica necessaria dai bicarbonati di calcio presenti in acque dure e lo si nota facilmente trovando i restanti carbonati come polvere bianca sulle foglie. Nel tempo però questo deposito calcareo farà da scudo verso la luce e la pianta morirà. Tutte le eccezioni sopra descritte portano conseguenze negative a vantaggio di un risparmio fittizio di impianto di CO2, che ad oggi, grazie ad i nuovi impianti di basso costo con bombole usa e getta, li possono acquistare anche i giovani acquariofili. Impianti introdotti 10anni fa su di una mia idea (non era brevettabile – dimostrabile con fatture fiscali). Il CO2 viene introdotto in acquario attraverso dei diffusori in plastica o vetro con membrana in ceramica detti anche atomizzatori oppure attraverso dei “reattori” in plastica o vetro che convogliano con l’ausilio di una pompa il CO2 forzatamente nell’acqua. Il metodo con il quale viene introdotto il CO2 in acqua è determinante, occorre sapere che nell’acqua il CO2 è molto instabile e tende quindi velocemente a trasferirsi in aria, basta pensare a quando vogliamo rendere meno gassata una bibita che smuovendola in pochi minuti ne facciamo uscire il CO2, non solo, anche lasciando una bottiglia di Cola aperta senza muoverla, nel tempo di CO2 non ne troveremo piu’.







