Le piante d’acquario cap.3
Posted on | febbraio 7, 2009 | Commenti disabilitati
Nell’articolo “Le piante d’acquario”cap 1 e cap 2 ci siamo soffermati molto sulla CO2, non a caso ho voluto sottolineare al massimo la fondamentale importanza di questo gas in acquario vista le resistenza all’acquisto che ancora riscontro in giro. In questa sezione dell’articolo, “Le piante d’acquario”, parleremo degli altri due aspetti fondamentali della fotosintesi clorofilliana: il ferro e la luce. E’ bene sottolineare fin da subito che non esiste un ordine di importanza dei 3 elementi base della fotosintesi clorofilliana (ripetiamo CO2, Fe, Luce) ma essi sono in stretto e diretto equilibrio tra di loro. Lo scienziato Liebig che ne ha studiato gli effetti ha tratto la “legge del minimo” che prende il suo nome dove esplica il concetto nel quale si determina che nessuno dei tre elementi in eccesso puo’ ovviare ad uno degl’altri in difetto.
In parole piu’ semplici significa che se voi somministrate il CO2 perfettamente ma create una carenza di Ferro la pianta muore, lo stesso vale se la tenete al buio e date ferro e CO2. L’elemento ferro, quindi, ricopre anch’esso un ruolo di primaria importanza e vista la facilità di introdurlo in acquario spesso questo elemento è sovraddosato a beneficio delle alghe che sono molto piu’ veloci delle piante nell’approvviggionamento di cio’ che gli occorrono. In acquario il ferro, come tutto cio’ che viene introdotto, va monitorato attraverso gli appositi test. Seguendo come riferimento una concentrazione in acqua di media non superiore a 1 mg\lt. Il ferro per l’acquario è reso molecolarmente piu’ resistente all’ossidoriduzione che tutti noi conosciamo come ruggine su del materiale ferroso esposto all’acqua. In acqua rendere il Ferro permanentemente disponibile è tutt’ora un arduo compito; quindi, come alcune case consigliano, meglio un dosaggio giornaliero. Anche laddove si riesca a renderlo disponibile per piu’ giorni ricordatevi che in acquario, prima di pesci piante ed alghe, tutti i nutrienti vengono divorati dalla flora batterica che comunque diventa piu’ efficiente. Ad oggi tutte le grandi aziende che si promuovono come specializzate in piante cercano per semplicità d’uso dell’acquariofilo finale di creare fondi arricchiti al posto della obsoleta ghiaia in modo da poter garantire una somministrazione di ferro nel tempo. Doveroso è in questo articolo fare chiarezza sulla capacità delle piante acquatiche di assimilare tutte le sostanza disciolte in acqua non solo dalle radici ma anche da tutto l’apparato fogliare, questo è possibile grazie al fatto che esse, stando in acqua, non hanno o perdono lo strato protettivo che le piante terricole hanno per non disidratarsi. Senza questa pellicola protettiva la pianta acquatica puo’ assorbire il Ferro e le altre sostanze nutritive anche dalle foglie lasciando all’apparato radicale piu’ un ruolo di ancoraggio. Le piante d’acquario, quindi, avendo a disposizione i tre elementi fondamentali, possono crescere anche attaccate ad un sasso. La carenza di ferro è anche visibilmente rilevabile trovando in acquario foglie completamente trasparenti ancora attaccate alla pianta madre, foglie che si sgretolano al semplice tocco. Se avete dei dubbi sulla qualità di un prodotto venduto come ferro d’acquario potete diluirlo in un contenitore e rilevare con un test del ferro se il contenuto è quello indicato dalla azienda produttrice, ovviamente almeno il test di misurazione deve essere valido!







