Il clima in acquario
Posted on | aprile 22, 2009 | Commenti disabilitati
Nell’Acquario è fondamentale che la temperatura al suo interno sia costante e senza oscillazioni. Per mantenere costante la temperatura dell’acqua di un acquario bisogna tener presente alcuni fattori e alcune leggi della fisica, in quanto determinanti per il corretto funzionamento dell’acquario.
Bisogna spostare l’attenzione ancora una volta all’acquario nel suo insieme e non solo ai pesci, cioè se pensiamo di collocare ottimamente un impianto riscaldante o refrigerante nel nostro acquario non tuteliamo solo la salute dei nostri amici pesci, ma anche della preziosa flora batterica che se soggetta ad oscillazioni e sbalzi di temperatura si deteriora repentinamente e in alcuni casi muore. In un acquario qualsiasi accessorio prima di tutto non deve recare danno alla flora batterica che nella maggior parte dei casi è molto piu’ delicata delle specie dei pesci in esso introdotte, quindi paradossalmente laddove un accessorio mal utilizzato non reca danni diretti ai pesci li uccide o ammala indirettamente distruggendo la preziosa flora batterica dell’acqua. I discorsi sopra esposti sono doverosi soprattutto quando si parla di riscaldamento o refrigerazione dell’acqua, infatti, un termoriscaldatore di bassa qualità o posizionato in maniera errata puo’ creare dei veri e propri disastri biochimici. La scelta del riscaldatore deve essere indirizzata su di un modello di alta qualità, di fama riconosciuta, onde evitare che si rompa a breve termine o peggio lavori con una termoregolazione imprecisa. Di solito i modelli piu’ validi sono facilmente riconoscibili da un prezzo piu’ elevato, un ottimo riscaldatore non puo’ costare poco ed è meglio sceglierlo di marche famose su scala internazionale.
Due dico 2 cose in acquario non possono essere economiche: 1) La pompa dell’acqua 2) Il riscaldatore (o il refrigeratore).
Il riscaldatore anche se di marca e anche se viene rispettata la regola di 1 watt x litro ha necessità che l’acquario non sia esposto a correnti d’aria esagerate e di temperatura notevolmente diversa da quella dell’acqua in esso contenuta, mi spiego con un es.: Piu’ di una volta mi è capitata una persona che nel periodo invernale lasciava il suo acquario tropicale tarato sui 24° in una stanza con le finestre aperte durante la sua assenza da casa per il normale orario di lavoro 6-10 ore! Un termoriscaldatore ha comunque bisogno dei suoi tempi. Se una persona ha delle esigenze estreme occorre che si munisca di impianti piu’ potenti o isoli l’acquario su piu’ pareti con del polistirolo espanso. Nella casistica generale gli errori piu’ comuni sono 2, il primo è che il riscaldatore viene posizionato verticale (fatta eccezione nei filtri dov’è d’obbligo) e in questa posizione il flusso di calore che è ascensionale interferisce troppo rapidamente con il termostato sovra posizionato; e il secondo caso è che si usano pompe poco potenti che non riescono a miscelare bene il volume dell’acqua che rimane di temperature ben differenti tra il corpo d’acqua vicino al termoriscaldatore e quello lontano.
Lo schema nel disegno evidenzia la giusta collocazione del termoriscaldatore all’interno di una vasca.








