Il cambio d’acqua nell’Acquario
Posted on | gennaio 28, 2009 | Commenti disabilitati
“Il Cambio d’acqua”
Il cambio d’acqua in acquario è il nostro vero “Amico” acquariofilo,
non c’e’ manutenzione più salutare che possiamo effettuare con un regolare cambio d’acqua con verifica dei valori chimici. Il cambio d’acqua occorre effettuarlo con regolarità e seguendo delle indicazioni di vitale importanza, d’altronde quasi tutto in acquario è “vitale”. Per far sì che il cambio d’acqua non diventi un incombenza da evitare occorre munirsi fin da subito dei seguenti accessori:
- Un tubo di gomma per uso alimentare di lunghezza pari a raggiungere il fondo dell’acquario e un apposito secchio a terra o tanica.
- Due secchi di ugual misura pari ognuno al max 10% del volume netto dell’acquario da usarsi specificamente per tale scopo.
- Una pompa d’acqua con prevalenza superiore all’altezza dell’acquario.
- Una pompa ad aria o areatore.
- Un biocondizionatore declorante di ottima qualità.
- Un termoriscaldatore di potenza pari allo 0,5 watt per litro d’acqua del secchio (come min.).
- Un eventuale carrello per il trasporto dei secchi piu’ pesanti.
L’acqua occorre prepararla il giorno antecedente al cambio, collocandola nel secchio con l’areatore e il termoriscaldatore, inserendo la giusta dose di biocondizionatore e lasciandola così elaborare in maniera ottimale. Nell’arco delle ore di preparazione avviene lentamente la riduzione di cloro, la “cristallizzazione” e precipitazione dei metalli pesanti e l’ossigenazione dell’acqua con il suo riscaldamento, che deve essere tarato alla stessa temperatura dell’acqua dell’acquario. L’errore più comune è quello di sottovalutare la tossicità dell’acqua introdotta nell’acquario, specialmente nel bacino acquariofilo d’acqua dolce dove si pensa per alcuni pesci che abbiano una resistenza innata a certi parametri, cloro ecc.. senza riflettere che un acqua aggressiva la prima cosa che uccide è la flora batterica, preziosa risorsa dell’acquario con la quale viene a contatto, si alzano così nelle ore a seguire, i valori base del “ciclo d’azoto”. Per il motivo sopracitato un altro errore comune è abbassare i valori degli NO3 con una percentuale esagerata di cambio d’acqua tutto nello stesso momento, anche se preparata con cura c’e’ sempre il rischio di impoverire troppo la flora batterica che in acquario in parte è nel filtro, ma in parte è nel volume d’acqua principale e a volte ahimè, in alcuni acquari, il materiale disposto come biologico non è in grado di svolgere il suo compito se non in collaborazione dell’insieme della flora batterica dell’intero acquario. Sull’evaporazione del cloro dall’acqua e bene soffermarcisi due righe in piu’, sottolineando il fatto che se è pur vero che il cloro è molto instabile nell’acqua e aerosolubile, c’e’ da considerare che questi processi avvengono con un giusto scambio gassoso in un determinato lasso di tempo, basti riflettere sul cloro presente nelle classiche piscine sportive che nonostante il volume d’acqua, il movimento e il contatto con l’aria il cloro rimane inglobato per lunghi periodi di tempo. Altra sottovalutazione comune è quella relativa all’acqua osmosi che si pensa priva di cloro e metalli pesanti, ma in realtà gli impianti osmotici in commercio per l’acquariofila agiscono su circa il 95-98% dell’acqua di carico, questo significa che se io ho un acquario di 300 lt di acqua osmotica 15 lt di acqua possono essere carichi di cloro e metalli pesanti; anche se introduce acqua ad osmosi elaboratela sempre con gli accorgimenti sopra esposti per l’acqua della rete idrica, eccezion fatta per la quantità del biocondizionatore introdotta che può essere ridotta in proporzione. Paradossalmente un acquario con acqua trattata dal rubinetto è meno a rischio di un acquario con acqua osmotica non trattata. Direi ora di soffermarsi un attimo sul cambio d’acqua in termini di quantità, il cambio d’acqua è quindi necessario che sia effettuato in piccole proporzioni, sia per non impoverire l’acqua dai preziosi batteri, sia per non sottoporre i pesci a inutili stress di shock osmotici; se voi vi preoccupate di introdurre i pesci acquistati con una giusta acclimatazione (vedi video MGA l’acclimatazione professionale) è assurdo che poi effettuiate cambi d’acqua in grossi volumi tutti in una volta. In acquari ben allestiti è probabile che la misurazione degli NO3 sia sempre 0 mg/lt questo accade per il semplice motivo che una folta vegetazione vs un modesto quantitativo di pesci sia sufficiente ad eliminarli, ma questo non vi deve distogliere dal fare un cambio d’acqua periodico che in questo caso servirà a:
- Togliere le cosiddette “sostanze gialle” assorbibili anche con il carbone attivo.
- Togliere le sostanze chimiche che provocano il “nanismo” dei pesci.
- Togliere minerali ed o metalli pesanti “legati” dai biocondizionatori, alcuni dei quali non possono essere utilizzati dalle piante e aumentano pericolosamente la “conduttività”.
- Immettere acqua nuova con nuovi minerali utili a disposizione.
- In giuste proporzioni crea un effetto piacevole e stimolante al sistema nervoso dei pesci con conseguenze positive su tutti gli organismi.
- Permette di approfittare per sifonare il fondo e asportare dall’acquario depositi putrescenti.
- Ci sono poche cose che fanno felice un Pesciolino e il cambio d’acqua fatto professionalmente è tra le prime.
MG







