I pesci ibridi

Posted on | febbraio 4, 2010 | Commenti disabilitati

L’incrocio tra pesci di specie diverse è un fenomeno ben documentato. In pochi casi esistono varietà ibride naturali. Ad esempio, alcune varietà ibride naturali provengono dai Centropyge Dwarf Angelfishes della barriera corallina – gli Eibli x Flavissimus, Flavissimus x Vroliki, Eibli x Vroliki ,Loriculus x potteri e Multifasciatus x Venustus, sono tutti ibridi documentati, insieme a molti altri possibili incroci in attesa di verifica. Nel mondo dei pesci d’acqua dolce, i Poecilidi vivipari sono stati incrociati in vasca per aumentare le varietà dei colori, come i Molly  (Poecilia) e il comune Xiphophorus helleri, il quale si presta all’incrocio con il Platy (Xiphophorus maculatus), per questo scopo, nel mondo degli ovovivipari, le varietà degli ibridi dei Mollys (Poecilia) e Xiphophorus helleri superano di molto il numero dei suoi antenati naturali. Tuttavia, la facilità con cui questi pesci si riproducono in cattività suggerisce che si potrebbero incrociare anche allo stato naturale, se ne venisse data l’occasione e questo ha portato i pesci ad essere molto utili nei laboratori genetici, dove gli scienziati li hanno studiati per decenni. Questo processo di selezione artificiale ha portato gli acquariofili anche ad accettare queste varietà ibride ovovivipare, e gli esperti oltre agli intenti estetici, ritengono importante il controllo del pedigree per mantenere una varietà “pura” nel caso delle numerose varietà colorate che hanno iniziato ad apparire dagli anni ’60. La scoperta che i Ciclidi siano capaci di riprodursi tra di loro (tra i primissimi esempi documentati furono gli ibridi Cichlasoma facetum x C. spilurum illustrati in vecchie riviste acquariofile del 1977, accompagnati da una lettera sulla ibridazione dei Ciclidi) fu, all’inizio, considerata poco più di una curiosità, e nel primo periodo, gli incroci sperimentali furono improduttivi per delle ragioni che al tempo erano sconosciute. Una revisione successiva sull’intera famiglia dei Ciclidi eseguita da vari esperti fece chiarezza sul fatto che molti degli incroci iniziali vennero fatti tra pesci che occupavano diversi generi, così come specie – il genere Cichlasoma, così come era costituito originariamente (negli anni ’70 era un grande genere contenente almeno 200 specie circa) si scompose e molti dei pesci che ne facevano parte furono assegnati ad altri generi. Una volta che la revisione della tassonomia fu completa, si poterono condurre gli esperimenti sugli incroci su una base scientifica più rigorosa. Altri Ciclidi, che si scoprirono essere capaci di ibridazione e che lo fanno spontaneamente nell’acquario con le giuste condizioni, furono l’ Aequidens rivulatus e l’ Aequidens pulcher, che sono due specie che solo di recente si sono distaccate dal loro comune antenato. Dovremo comunque aspettare la pubblicazione sui genomi di questi pesci per stabilire questa ibridazione su base scientifica, ma data la moderna concezione di “specie”come entità dinamica, sono accettabili delle speculazioni anche prima di conoscere i dati attuali poiché potrebbero anche motivare chi di dovere a fornire in tempo questi dati! Quindi, furono messe le fondamenta per la creazione di ibridi di Ciclidi. Con il tempo, questo portò alla creazione del Flowerhorn, una varietà ibrida di Ciclide che in alcune culture e nel mondo degli acquariofili è molto apprezzata da parte di alcuni, mentre suscita tutt’altra reazione in altri…

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