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	<title>Massimo Grande Acquari</title>
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		<title>Clea Helena &#8211; Lumaca Killer</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 10:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Pesci d'acqua dolce]]></category>
		<category><![CDATA[pesci d'acqua dolce]]></category>

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		<description><![CDATA[
 Nome scientifico: Clea Helena
Specie affini: Clea Anentome (Sud Est Asia), Clea Afrocanidia (Africa)
Nome comune: Anentome Helena
Classe: Gasteropoda
Sottoclasse: Prosobranchia e Neogastropoda
Famiglia:Buccinidae
Provenienza: Sud Est Asia, Indonesia, Tailandia, Malesia


La Clea Helena ha una conchiglia a forma di cono spiralato con spire alternate di colore bianco giallognolo e marroni. L&#8217;estremità appuntita del cono è spesso spezzata. Raggiunge una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2011/11/Clea_helena.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-10910" title="Clea_helena" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2011/11/Clea_helena.png" alt="" width="481" height="377" /></a></p>
<address> Nome scientifico: Clea Helena<br />
Specie affini: Clea Anentome (Sud Est Asia), Clea Afrocanidia (Africa)<br />
Nome comune: Anentome Helena<br />
Classe: Gasteropoda<br />
Sottoclasse: Prosobranchia e Neogastropoda<br />
Famiglia:Buccinidae<br />
Provenienza: Sud Est Asia, Indonesia, Tailandia, Malesia</address>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La Clea Helena ha una conchiglia a forma di cono spiralato con spire alternate di colore bianco giallognolo e marroni. L&#8217;estremità appuntita del cono è spesso spezzata. Raggiunge una lunghezza media di 15-18 mm ma esistono degli esemplari che arrivano fino a 20 mm. Il suo corpo ha un colore grigio verdastro. Mentre altre specie di gasteropodi prediligono acque correnti o acque salate la Clea Helena predilige acqua dolce tropicale vivendo, quindi, sopratutto nei laghi o negli stagni; per questo motivo si adatta bene alla vita in acquario. L&#8217;ambiente ideale per questa lumaca in acquario si può ricreare con un&#8217;acqua a durezza media (6-8Kh/6-8GH) e con un fondo di sabbia fine o extra fine in cui trovano conforto in momenti di totale relax durante la giornata. Come tutte le altre piccole lumache rischiano di essere danneggiate dai &#8220;mangiatori di lumache&#8221; (Botia Species). In natura la Clea Helena si nutre sia di piccoli pesci in decomposizione sia di vermi e lumache ancora vive per questa sua indole, in acquario, tenderà a nutrirsi delle piccole lumachine infestanti ma anche di Chironomus, Krill e alghe. La Clea Helena si riproduce facilmente in acquario anche se non sempre la totalità della sua prole riesce a sopravvivere. Non è ermafrodita perciò, per far si che avvenga la riproduzione, bisogna assicurarsi di avere in acquario sia esemplari di sesso maschile che femminile. Il maschio si riconosce dall&#8217;organo riproduttivo posto sul lato della sua proboscide. Durante la fase di riproduzione le Clea Helena si attaccano l&#8217;una all&#8217;altra, talvolta anche per ore, ed è possibile che nella riproduzione vengano coinvolti più di due esemplari. La Clea Helena depone le uova singolarmente richiudendole in una sacca semitrasparente che depositerà su un apposito substrato adatto (pietre levigate o arredamento sintetico simile). Le uova si schiudono lentamente; i piccoli appena nati si confondono con la sabbia per diverso tempo fino a raggiungere una dimensione visibile di 7- 8 mm dopo circa sei mesi. Non tutti i piccoli riescono a sopravvivere, però, in quanto rischiano di essere mangiati dagli stessi genitori. Il cannibalismo non è l&#8217;unico ostacolo alla loro crescita: un altro problema sta nella competizione sul cibo che si crea con gli altri esemplari che si nutrono di sostanze presenti nella sabbia con i quali, le piccole Clea Helena, non riescono a competere.</p>
<p style="text-align: justify;">MGA</p>
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		<title>Puntius Tetrazona (Barbus Tetrazona)</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 11:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Pesci d'acqua dolce]]></category>
		<category><![CDATA[pesci d'acqua dolce]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nome scientifico: Barbus tetrazona
Nome comune: Barbo tigre, Barbo tetrazona
Famiglia: Cyprinidae
Luogo di provenienza: Indonesia e Borneo
  
Il Barbo ha una forma ovale e appiattita sui fianchi. Le pinne dorsali e pelviche risaltano per grandezza rispetto al resto del corpo sul quale ci sono quattro bande verticali nere: la prima si trova in corrispondenza del bulbo oculare mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address><a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/06/barbus_tetrazona_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4059" title="barbus_tetrazona_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/06/barbus_tetrazona_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a></address>
<address><em>Nome scientifico: Barbus tetrazona<br />
</em><em>Nome comune: Barbo tigre, Barbo tetrazona<br />
</em><em>Famiglia: Cyprinidae<br />
</em><em>Luogo di provenienza: Indonesia e Borneo</em></address>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Il Barbo ha una forma ovale e appiattita sui fianchi. Le pinne dorsali e pelviche risaltano per grandezza rispetto al resto del corpo sul quale ci sono quattro bande verticali nere: la prima si trova in corrispondenza del bulbo oculare mentre l&#8217;ultima all&#8217;altezza del peduncolo caudale. Il Barbo è un pesce tendenzialmente aggressivo sopratutto verso pesci di altre specie ma anche con le femmine del suo branco durante il perido dell&#8217;accoppiamento. Si consiglia vivamente di allestire un acquario monospecifico. Per quanto riguarda la riproduzione il Barbo necessita di un habitat stabile in termini di valori fisio-chimici dell&#8217;acqua per riprodursi. L&#8217;acquario deve riprodurre un biotopo asiatico di fiume quindi ricco di vegetazione con valori dell&#8217;acqua a Ph acido e durezza bassa. E&#8217; importante che l&#8217;acqua non presenti mai concentrazioni di composti azotati elevati in quanto i Barbus, molto sensibili, manifesterebbero la loro intolleranza a riguardo nuotando in posizione obliqua con il muso rivolto verso il fondo dell&#8217;acquario. Per questo motivo è consigliabile fare spesso cambi parziali d&#8217;acqua in piccole quantità. La riproduzione avviene soltanto se il Barbus viene nutrito con cibi ricchi di proteine e con il giusto apporto vitaminico; ideale sarebbe nutrirli per un periodo di due, tre settimane esclusivamente con mangime vivo (Tubifex, larve di zanzare, larve di Chironomus).  Suddetta alimentazione stimola la produzione degli ormoni per l&#8217;accoppiamento in concomitanza ad un aumento dei colori della livrea determianti per l&#8217;attrazione fra i sessi. I maschi stimolano le femmine alla deposizione attraverso dei movimenti vibratori. La femmina, che geralmente pesa il doppio o il triplo del maschio, libera le uova sul fondo dell&#8217;aquario dove, in rapida successione,  vengono fecondate dal maschio. Una volta schiuse le uova gli avannotti, ormai liberi, sono tendenzialmente prede anche dei genitori che non riconoscono nessun tipo di cura parentale. E&#8217; bene quindi toglierli dalla vasca principale ed allevarli separatamente nutrendoli ripetutamente anche fino a sei volte al giorno alla temperatura di 26/27 gradi.</p>
<p style="text-align: justify;">MGA</p>
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		<title>Poecilia Reticulata</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 13:56:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Pesci d'acqua dolce]]></category>
		<category><![CDATA[pesci d'acqua dolce]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nome scientifico: Poecilia Reticulata
Nome comune: Guppy o Pesce Milione (per la sua prolificità)
Famiglia: Poeciliidae
Luogo di provenienza: Centro e Sud America
-
Il Guppy vive in ogni tipologia di acqua dolce anche se predilige un ambiente di acqua salmastra o di acqua particolarmente dura. L&#8217;acqua salmastra può essere spesso un rimedio efficace per curare micosi o agenti patogeni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/06/poecilia_reticulata_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="size-full wp-image-4138 alignnone" title="poecilia_reticulata_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/06/poecilia_reticulata_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a></h2>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nome scientifico: Poecilia Reticulata</div>
<div style="text-align: justify;">Nome comune: Guppy o Pesce Milione (per la sua prolificità)</div>
<div style="text-align: justify;">Famiglia: Poeciliidae</div>
<div style="text-align: justify;">Luogo di provenienza: Centro e Sud America</div>
<div style="text-align: justify;">-</div>
<div style="text-align: justify;">Il Guppy vive in ogni tipologia di acqua dolce anche se predilige un ambiente di acqua salmastra o di acqua particolarmente dura. L&#8217;acqua salmastra può essere spesso un rimedio efficace per curare micosi o agenti patogeni che facilmente attaccano i Guppy (funghi, corrosione delle pinne ecc.).Il Guppy si adatta a temperature tra i 20°C e i 30°C. Le femmine dei Guppy sono lunghe circa 5 o 6 cm, hanno una livrea non particolarmente brillante e le pinne corte. I maschi, invece, sono leggermente più piccoli (4 o 5 cm) e si distinguono dalle femmine per il gonopodio (una pinna anale che funge da organo riproduttivo), dalla livrea e dall&#8217;ampiezza della coda molto più grande e vistosa che nelle femmine. L&#8217;aspetto dei Guppy che abbiamo nel nostro acquario è molto diverso da quello che vive liberamente nell&#8217;ambiente naturale poichè l&#8217;allevamento selettivo ha dato origine ad una colorazione differente monocromatica o variopinta e ad un maggiore sviluppo delle pinne con particolare evidenza nella forma della coda che può essere triangolare o a ventaglio. La femmina depone le uova in una sacca situata all&#8217;interno del suo corpo e il maschio, per fecondarla, introduce il gonopodio nell&#8217;apertura urogenitale della femmina. Il periodo di gestazione dura circa tre settimane dopodichè le femmine danno vita dai 20 ai 30 avannotti. La particolarità della femmina Guppy sta nel riuscire a conservare al suo interno del liquido seminale dell&#8217;ultimo maschio che l&#8217;ha fecondata fino a tre settimane in modo tale da riuscire a partorire anche senza un successvio accoppiamento. Il Guppy è un pesce vivace: nuota attivamente occupando prevalentemente lo spazio verso la superfice dell&#8217;acquario; è pacifico e socievole. Il Guppy si adatta a tutte le tipologie di cibo d&#8217;acquario ma questo trae in inganno l&#8217;acquariofilo neofita facendolo pensare che sia il giusto modo di nutrirlo, al contrario il Guppy ha bisogno di un&#8217;alimentazione particolarmente mirata ricca di proteine e Zinco conseguentemente alla loro forte dispersione di energia dovuta ai continui accoppiamenti. Sopratutto le femmine dei Guppy, viste le continue gestazioni, vanno spesso in avitaminosi con conseguenti morti premature se non vengono nutrite adeguatamente con cibi di qualità arricchiti con vitamine e minerali  <span style="color: #3366ff;"><strong>(vedi<em><strong> <a href="http://www.massimograndeacquari.com/la-giusta-somministrazione-del-cibo-ai-pesci/"><span style="color: #3366ff;">&#8220;La giusta somministrazione del cibo in acquario&#8221;</span></a>).</strong></em></strong></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong><em><strong><span style="color: #000000;">MGA</span></strong></em></strong></span></div>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Amphiprion Percula</title>
		<link>http://www.massimograndeacquari.com/amphiprion-percula/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 07:53:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Pesci Marini]]></category>
		<category><![CDATA[pesci marini]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nome comune:  Pesce Pagliaccio
Nome scientifico: Amphiprion Percula
Famiglia: Pomacentridi
L&#8217;Amphiprion Percula è un piccolo pesciolino, corto e tozzo, che può arrivare ad una lunghezza massima di 10 cm. Ciò che attrae maggiormente di questo pesce è il colore brillante della sua livrea arancione con tre strisce bianche verticali ed irregolari delimitate da una strisciolina più sottile di margine nera. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/06/amphiprion_percula_ocellaris_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4305" title="amphiprion_percula_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/06/amphiprion_percula_ocellaris_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">Nome comune:  <em>Pesce Pagliaccio</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nome scientifico: <em>Amphiprion Percula</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Famiglia: <em>Pomacentridi</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;Amphiprion Percula è un piccolo pesciolino, corto e tozzo, che può arrivare ad una lunghezza massima di 10 cm. Ciò che attrae maggiormente di questo pesce è il colore brillante della sua livrea arancione con tre strisce bianche verticali ed irregolari delimitate da una strisciolina più sottile di margine nera. Le strisce bianche sono posizionate</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">rispettivamente una nei pressi dell&#8217;occhio, una centrale (dal dorso verso il ventre) ed una all&#8217;attaccatura della coda. L&#8217;Amphiprion Percula vive nelle acque tropicali dell&#8217;Oceano Indiano o del Pacifico. Vive in simbiosi con le attinie, in quanto queste fungono da rifugio per il pesce e le sue uova, in cambio il Pagliaccio difende l&#8217;anemone dai piccoli predatori di invertebrati ed è in grado di condizionarne la posizione verso luoghi consoni. Ogni Amphiprion Percula, o ogni coppia, ha una sua attinia. Attenzione, però, a scegliere quella giusta da posizionare nell&#8217;acquario poiché sono invertebrati molto difficili da gestire. Gli anemoni sono molti urticanti al contatto epidermico perciò potrebbero essere pericolosi per gli altri pesciolini presenti nel vostro acquario. Inoltre, nel caso in cui muoiano, inquinano l&#8217;acqua della vasca e creano problemi di innalzamento dei composti azotati vista la grande quantità di materiale carnoso che va in stato di putrefazione.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">L&#8217;Amphioprion Percula può essere riprodotto in cattività; questa è un&#8217;ottima notizia per noi amanti acquariofili in quanto, molto spesso, per poter avere dei pesci marini nel nostro acquario siamo costretti a prelevarli dal loro habitat naturale. Grazie alle nuove scoperte e con le capacità degli esperti, per alcune specie come l&#8217;Amphiprion Percula, questo non è più necessario. I Pagliaccetti vanno nutriti con Tubifex (ricchissimo di proteine), Artemie e larve di Chironomus integrati con un buon multivitaminico. E&#8217; importante somministrare cibo liofilizzato o vivo e ridurre al minimo indispensabile la somministrazione di cibi a scaglie o a granuli.Vedi anche<a href="http://www.massimograndeacquari.com/la-giusta-somministrazione-del-cibo-ai-pesci/"> <em><span style="color: #0000ff;">&#8220;La giusta somministrazione del cibo ai pesci&#8221;.</span></em></a></div>
<div style="text-align: justify;"><em><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;">MGA</span></span></em></div>
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		<title>Acanthurus Achilles</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 10:50:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I Pesci Marini]]></category>
		<category><![CDATA[pesci marini]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nome comune: Pesce Chirurgo
Nome scientifico: Acanthurus Achilles
Famiglia: Acanthuridae


Caratteristiche fisiche: L&#8217;Acanthurus Achilles è lungo circa 18 cm. Il suo corpo è ovale e schiacciato sui fianchi. La sua fronte è inclinata. Tutta la specie possiede aculei affilati posizionati in una feritoia ai lati del peduncolo caudale (da questi, simili ad un bisturi, prende il nome di &#8220;pesce chirurgo&#8221;). Gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/06/acanthurus_achilles_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4239" title="acanthurus_achilles_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/06/acanthurus_achilles_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a></div>
<div style="text-align: justify;">Nome comune: <em>Pesce Chirurgo</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Nome scientifico:<em> Acanthurus Achilles</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">Famiglia: <em>Acanthuridae</em></div>
<div style="text-align: justify;"><em><br />
</em></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Caratteristiche fisiche:</span> L&#8217;Acanthurus Achilles è lungo circa 18 cm. Il suo corpo è ovale e schiacciato sui fianchi. La sua fronte è inclinata. Tutta la specie possiede aculei affilati posizionati in una feritoia ai lati del peduncolo caudale (da questi, simili ad un bisturi, prende il nome di &#8220;pesce chirurgo&#8221;). Gli aculei vengono azionati tramite il movimento della coda e gli servono per difendersi.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Dimorfismo sessuale:</span> assente.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Luogo di provenienza:</span> L&#8217;Acanthurus Achilles proviene dall&#8217;Oceano Pacifico o dalle isole Hawaii.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Biotopo:</span> L&#8217;Acanthurus Achilles vive in prossimità delle barriere coralline, nei posti in cui ci sono forti correnti</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">o nelle zone di risacca.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Comportamento:</span> L&#8217;Acanthurus Achilles vive in branchi composti da numeroso esemplari. Potrebbe sembrare aggressivo in quanto, solo per intimorire, tende a simulare un&#8217;aggressione verso un altro esemplare del branco con cui viene a contatto; in realtà, però, non arriva mai allo scontro reale. E&#8217; un pesce vivace che riesce a nuotare con naturalezza tra diversi tipi di ostacoli.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Riproduzione:</span> Per riprodursi,  gli Acathurus Achilles, si uniscono in branchi compatti e iniziano a nuotare freneticamente; solo al tramonto, in gruppi, si distaccano dal branco per dirigersi verso la superficie e rilasciare uova e spermatozoi. Le uova galleggiano per un po&#8217; sulla superficie per poi dischiudersi e liberare le larve.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Gli Avannotti:</span> Nell&#8217;arco di circa 26 ore la larva passa per diverse fasi: in una prima fase essa si nutre da una sacca attaccata (il sacco vitellino) dopodiché si evolve in una seconda fase detta &#8220;Acronurus&#8221;. La piccola larva Acronurus è trasparente e non è ricoperta da squame bensì da listelli cornei verticali sui fianchi. Solo quando l&#8217;animale avrà raggiunto una lunghezza di circa 10 cm allora la livrea muterà definitivamente.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Alimentazione:</span> L&#8217;Achanturus Achilles necessità di nutrirsi costantemente nell&#8217;arco della giornata. E&#8217; ghiotto di alghe.</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">La conformazione dentale è una sorta di spatola seghettata che gli permette di tagliuzzare anche i più piccoli vegetali.</div>
<div style="text-align: justify;"><em>MGA</em></div>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Hyphessobrycon pulchripinnis</title>
		<link>http://www.massimograndeacquari.com/hyphessobrycon-pulchripinnis/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 22:33:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[acquariofilia acquariologia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ Hyphessobrycon pulchripinnis è un pesce molto interessante, per veri acquariofili. Un’altra caratteristica di questo pesce è il rosso intenso e iridescente che appare nella metà superiore del suo occhio. Dopo un attento esame su un esemplare di questa specie, possiamo dire che la parte bassa dell’occhio è gialla, con piccole punteggiature rosse che la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/pesce_limone_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10677" title="pesce_limone_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/pesce_limone_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>L’ <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> è un pesce molto interessante, per veri acquariofili. Un’altra caratteristica di questo pesce è il rosso intenso e iridescente che appare nella metà superiore del suo occhio. Dopo un attento esame su un esemplare di questa specie, possiamo dire che la parte bassa dell’occhio è gialla, con piccole punteggiature rosse che la ricoprono. Le pinne pettorali sono trasparenti, a volte con una sfumatura gialla, le pinne pelviche sono gialle negli esemplari più piccoli, con una linea nera sulla parte finale. La pinna anale ha i primi raggi di un giallo lucente, nettamente staccati dai successivi raggi neri, e la pinna dorsale è molto simile. In particolare negli esemplari più piccoli, la coda assume un bagliore grigio, con dei raggi più scuri. La taglia dell’<em> Hyphessobrycon pulchripinnis</em> raggiunge solitamente la misura di 5 cm. Essendo una specie amazzonica, ci si aspetterebbe che l’<em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> preferisca un’acqua povera di calcio e acida. Tuttavia, dimostra un alto livello di resistenza, aumentato anche da una lunga storia di vita in acquario e dalla sua capacità di adattamento. La temperatura di allevamento ideale varia dai 21° C ai 27° C. Il pH e la durezza dell’acqua possono invece variare molto, ma le quote ideali per questa specie sono: Ph 6.6 GH 10° e KH 8. Le decorazioni dell’acquario fanno una grande differenza per mettere in risalto l’<em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em>. In un acquario spoglio, si noterebbero appena, poiché non avrebbero la possibilità di apparire in tutta la loro bellezza. Per riconoscere degli esemplari sani, basta guardarli da vicino e vedere se sono attivi, vivaci e con le pinne non raccolte ma belle estese. Evitate gli esemplari che sembrano svogliati o con le pinne non distese, poiché potrebbero essere sintomo di patologie. Evitate anche a tutti i costi quelli con delle iridi scure o che hanno la parte superiore dell’occhio annebbiata, poiché degli esemplari sani di <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> hanno le iridi molto chiare e limpide. È consigliabile acquistare un numero ampio di esemplari (acquario permettendo), È una buona idea prendere un gruppo misto di almeno 20\30 esemplari per 200lt. <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> è tra quei pesci che non solo appaiono migliori in un branco di una certa grandezza, ma che danno il loro meglio anche quando l’acquario è ben arredato e progettato per rispettare le loro esigenze. Dategli delle piante ben sistemate, sparse, per lasciare un ampio spazio per nuotare, ma anche dei nascondigli. Con delle buone decorazioni nell’acquario e del cibo vivo di tanto in tanto da dare ai nostri <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em>, vedrete che il loro colore risulterà sempre più sgargiante e appariscente. Gli <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> sono pesci che si adattano facilmente non solo alle condizioni dell’acqua, ma anche ai loro compagni d’acquario. Essi convivono bene con altri pesci della famiglia dei Caracidi (specialmente se scelti di colori contrastanti), come i Barbus, i Danio, le Rasbora e ovviamente anche con famiglie di pescigatto come i <em>Corydoras</em>, ma il loro splendore lo si apprezza come unici esemplari di primo piano come di logica negli acquari professionali monospecifici. <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> è una specie tra i Caracidi che esibisce un comportamento parzialmente territoriale. Solitamente è un pesce che vive bene insieme ad altre specie, ma a volte puo’ essere territoriale. Gli esemplari maschi iniziano a guardarsi intorno per “marcare il territorio”, scelgono dei punti da cui guardare gli altri pesci nell’acquario e… si scrutano tra di loro! Questo porta inevitabilmente a delle aggressività interspecifiche. All’acquariofilo inesperto sembrerebbero delle vere e proprie lotte, ma in realtà sono semplicemente degli atteggiamenti territoriali. Due maschi adulti si potrebbero, ad esempio, sfidare allargando le pinne il più possibile, così da farsi riconoscere successivamente. L’avversario farebbe lo stesso, senza nessun contatto tra i due, ma tutto ciò avviene così velocemente da richiedere una buona vista per vedere questa sfida sulla “postura”.  Questo comportamento sembra riguardare più gli esemplari maschi che quelli femmina.</p>
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		<title>Hyphessobrycon pulchripinnis cap.2</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 22:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[acquariofilia acquariologia]]></category>

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		<description><![CDATA[segue da pag.1 »
Un’altra differenza che esiste tra maschi e femmine è quella visiva, che tuttavia non si manifesta fino all’età’ adulta. La più importante differenza da osservare, una volta che l’Hyphessobrycon pulchripinnis è adulto è la seguente: la striscia nera della pinna anale, quella della femmina adulta solitamente è molto fina, come se fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/hyphessobrycon-pulchripinnis/"><span style="color: #0000ff;">segue da pag.1 »</span></a></span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra differenza che esiste tra maschi e femmine è quella visiva, che tuttavia non si manifesta fino all’età’ adulta. La più importante differenza da osservare, una volta che l’<em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> è adulto è la seguente: la striscia nera della pinna anale, quella della femmina adulta solitamente è molto fina, come se fosse stata disegnata con una matita, invece, quella del maschio adulto è spessa fino a coprire un terzo della pinna. Un altro indicatore per distinguere gli esemplari maschi dalle femmine è la pinna dorsale, i maschi tendono ad averla più alta, con contrasti evidenti tra le parti nere e le parti gialle, anche se questa distinzione non è del tutto affidabile al 100% come la precedente. I punti chiave per l’allevamento degli<em> Hyphessobrycon pulchripinnis</em> sono molti. Prima di tutto, il cibo vivo li porta a depositare molte uova, come accade, ad esempio, se gli si dà da mangiare delle Daphnie vive ogni giorno per una settimana: iniziano a depositare uova senza ulteriori incoraggiamenti. Un altro stimolo per la riproduzione degli <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> è la luce del mattino, per cui, vi consiglio di mettere l’acquario in un punto dove al mattino può ricevere la luce e vedrete i suoi effetti benefici. Durante l’accoppiamento, se c’è più di un esemplare maschio nell’acquario, si potrebbero verificare degli episodi di sfida come quelli descritti in precedenza, anche se l’approccio tra i sessi opposti si manifesta in modo differente. Prima di tutto, la “postura d’invito” del maschio è a testa bassa, in secondo luogo, il suo corpo è tremolante e contratto, con dei gesti caratteristici che trasmettono la premura del maschio durante la riproduzione tipica dei Caracidi. In terzo luogo, le pinne non sono completamente distese come durante un confronto tra esemplari maschi. Invece, per attrarre la femmina, il pesce maschio muove le sue pinne per aumentare il contrasto dei suoi colori, nero e giallo. Quando il pesce femmina è maturo e pronto, accetta l’invito del maschio e si nascondono entrambi tra le folte piante per fecondare, mettendosi uno accanto all’altro per qualche secondo.<a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/Hyphessobrycon-pulchripinnis_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-10686" title="Hyphessobrycon_pulchripinnis_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/Hyphessobrycon-pulchripinnis_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="150" height="120" /></a> Al termine dell’atto della deposizione delle uova, i due esemplari si allontano l’uno dall’altro come se li avesse divisi una carica esplosiva. A questo punto, purtroppo prevale l’istinto di mangiare le uova deposte, il perché è semplice, allo stato naturale, gli <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> depongono le uova in gruppi e possono arrivare anche a diecimila coppie che si riproduco in una volta sola; mangiare le uova delle altre coppie significa diminuire una sorta di competizione che si crea tra di loro. In un acquario da allevamento si ha solo una coppia di <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em>, al massimo due, ma c’è comunque il rischio che questo istinto appena descritto si presenti, il che significa che se non ci sono “concorrenti” i pesci finiranno per mangiare le proprie uova. Per evitare tutto ciò, è consigliabile adottare delle trappole per contenere le uova, in modo da non farle mangiare dai genitori. Tra le piante adatte alla deposizione delle uova c’è la <em>Cabomba</em> e il Muschio di Giava (Vesicularia Dubyana). La temperatura ideale per la riproduzione è di circa 27°C. Gli avannotti di <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> hanno bisogno di Infusori per i primi sette giorni della loro vita. Potreste anche provare a nutrirli solo con cibo liquido, ma probabilmente non si otterrebbero gli stessi risultati che con degli Infusori vivi, con l’aggiunta di un mix per avannotti e vitamine. Inoltre, vista la fertilità delle femmine, aspettatevi una grande quantità di piccoli da nutrire, almeno 300 esemplari di <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em>, se si dispone di un substrato appropriato. Conclusione , se cercate un biotopo appassionante da riprodurre in un acquario sicuramente la specie sopracitata fà al caso vostro.</p>
<p style="text-align: justify;">MGA</p>
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		<title>La Ceratophyllum demersum – pianta per avannotti</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 18:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le piante]]></category>
		<category><![CDATA[le piante d'acquario]]></category>

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		<description><![CDATA[La Ceratophyllum demersum è una pianta che offre molti vantaggi all’acquariofilo, soprattutto per chi è interessato all’allevamento degli avannotti, con pochi svantaggi. Illustrerò prima gli svantaggi, dopo di che menzionerò le ragioni per cui questa pianta dovrebbe far parte della collezione di ciascun acquariofilo.
Il più grande svantaggio della Ceratophyllum demersum è la sua fragilità. Basta guardarla perché si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <em>Ceratophyllum</em><em> demersum</em> è una pianta che offre molti vantaggi all’acquariofilo, soprattutto per chi è interessato all’allevamento degli avannotti, con pochi svantaggi. Illustrerò prima gli svantaggi, dopo di che menzionerò le ragioni per cui questa pianta dovrebbe far parte della collezione di ciascun acquariofilo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/Ceratophyllum_demersum_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="size-full wp-image-10644 alignleft" title="Ceratophyllum_demersum_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/Ceratophyllum_demersum_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Il più grande svantaggio della <em>Ceratophyllum demersum</em> è la sua fragilità. Basta guardarla perché si rompa in mille pezzi! Non sviluppa radici, il che significa che fissarla nel substrato richiede una certa ingenuità e tanta buona volontà, anche se nel tentativo si ridurrebbe in pezzi, quasi come se la pianta stessa volesse intasare il filtro dell’acquario. Il fatto che non sviluppi radici significa che la pianta assorbe esclusivamente tutto il suo nutrimento direttamente dagli steli e dalle foglie. Se volete coltivare questa pianta, sappiate che non occorrono particolari requisiti. Tutto ciò di cui ha bisogno è una grande quantità di luce, dell’acqua ricca di sostanze azotate e un approvvigionamento di Ferro stabile su 1Mg\lt e ovviamente l’assenza di quei pesci che si nutrono della pianta stessa, come il <em>Barbonymus schwanenfeldii</em>. Se tutte queste condizioni sono soddisfatte, la pianta può crescere bene. Inoltre, se voleste produrne in quantità industriali, vi consiglio di far riprodurre la <em>Ceratophyllum</em><em> demersum</em> in un acquario tropicale, poiché potrebbe crescere anche 7 cm al giorno! Tuttavia, crescerebbe vigorosamente anche in un acquario di acqua fredda, ma non come in uno d’acqua tropicale. Se  non vi aspettate questa crescita smisurata, potrebbe essere un problema, ma se ne siete a conoscenza, ne sarete più che lieti! Se poi siete interessati ad avere una pianta che funzioni da nutrimento per dei pesci erbivori, ebbene, la <em>Ceratophyllum</em><em> demersum</em> è la pianta che fa per voi, poiché riesce a soddisfare il fabbisogno di grandi esemplari. Come accennato in precedenza, questa pianta ha molti punti a favore. Prima di tutto, l’estetica. Sembra una versione ridotta del <em>Myriophyllum Aquaticum</em>, ma non ha nulla di meno rispetto ad essa, anzi guadagna molti punti quando le luci dell’acquario riflettono sulle sue foglie lussureggianti facendo vedere delle sfumature verde scuro, rendendo questa pianta una tra le preferite tra i fotografi di acquari. In particolare, un fotografo di pesci troverebbe interessante fotografare <em>Hyphessobrycon pulchripinnis</em> nuotare tra le foglie della <em>Ceratophyllum demersum</em>, o anche avendo la pianta solo come sfondo, in quanto il pesce sembra ancora più lussureggiante in questo contesto. La gestione della chimica dell’acqua è un altro punto importante parlando della <em>Ceratophyllum demersum</em>. Un pregio della <em>Ceratophyllum demersum</em> è che assorbe una grande quantità di nitrati. Non ha radici vere e proprie e assorbe grandi quantità di sostanze nutritizie paragonata al volume occupato dai suoi tessuti. Inoltre, essendo una pianta da stagno, riesce a sopravvivere nelle condizioni più estreme, come uno stagno ghiacciato, quindi si adatta benissimo sia in un acquario con Ph molto basso che a un acquario con Ph molto alto, poiché, come detto in precedenza, ha dei requisiti chimici dell’acqua poco impegnativi. Tuttavia, ha una bassa tolleranza al sale. La <em>Ceratophyllum</em><em> demersum</em> è un ottimo rifugio per gli avannotti delle specie di piccola taglia (ma anche per quelle di taglia più grande), grazie alle spirali di foglie sottili che fanno sentire gli avannotti al sicuro, senza intrappolarli. Alcuni avannotti sono notoriamente delicati e hanno bisogno di un ricambio dell’acqua effettuato gradualmente, per cui una soluzione di un apposito acquario ricco di questa piante può risultare molto efficace per la sua evidente capacità di assorbire grossi quantitativi di Nitrati velocemente. Grazie a degli esperimenti condotti sui <em>Pterophyllum</em> (Scalari) si è dimostrato che la mortalità degli avannotti viene molto ridotta se nell’acquario degli avannotti c’e’ una grossa quantità di <em>Ceratophyllum demersum.</em></p>
<p style="text-align: left;">MGA</p>
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		<title>I pesci ibridi cap.3</title>
		<link>http://www.massimograndeacquari.com/i-pesci-ibridi-cap-3/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 21:20:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I pesci ibridi]]></category>
		<category><![CDATA[pesci ibridi]]></category>

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		<description><![CDATA[segue da pag.2»
LA QUESTIONE CULTURALE
I Flowerhorn, nonostante ciò che è stato scritto finora, hanno i loro fans. In particolare possiamo trovarne in Estremo Oriente, soprattutto in quelle culture che sono venute a contatto con la filosofia e l’estetica cinese. Gli estetici cinesi sono stati la colonna portante per lo sviluppo della cultura del pesce rosso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/i-pesci-ibridi-cap-2/"><span style="color: #0000ff;">segue da pag.2»</span></a></span></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">LA QUESTIONE CULTURALE</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/06/poecilia_reticulata_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4138" title="poecilia_reticulata_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/06/poecilia_reticulata_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a>I Flowerhorn, nonostante ciò che è stato scritto finora, hanno i loro fans. In particolare possiamo trovarne in Estremo Oriente, soprattutto in quelle culture che sono venute a contatto con la filosofia e l’estetica cinese. Gli estetici cinesi sono stati la colonna portante per lo sviluppo della cultura del pesce rosso, oltre che del <em>Betta Splendens</em> come pesce da acquario, quindi non dovrebbe sorprendere che nell’Estremo Oriente il Flowerhorn è visto in modo diverso rispetto all’Occidente. Nell’Estremo Oriente il Flowerhorn viene chiamato <em>Luo Han</em>, un’espressione cinese che contiene il concetto buddista di <em>Arhat</em>. Questa parola in sanscrito descrive lo stato di illuminazione raggiunta da una persona che è riuscito a rifuggire più possibile dal mondo materiale e ha dedicato se stesso allo spirito. Da qui, il significato che queste società, influenzate da Buddha o Confucio, attribuiscono a questi pesci è quello di “fortuna”o “buon auspicio”. La conseguenza di questa visione dei Flowerhorn è che il mercato in Estremo Oriente è già pronto a spendere grandi somme di denaro per questo tipo di pesci e in particolare per quelli che evocano associazioni con i talismani del pensiero spirituale orientale, come ad esempio i segni che ricordano le scritte Kanji o i colori che si pensa che siano in armonia con altri concetti spirituali orientali. Quindi, dopo tutto, cosa mai sarà un Flowerhorn?</p>
<p style="text-align: justify;">LE ORIGINI</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mondo ittico la parola “origini” o “provenienza” significa che un acquariofilo ha un sufficiente livello di conoscenza della natura dei pesci che ha nel suo acquario, in questo caso, le “origini” includono una conoscenza base del tipo di antenato del pesce che si possiede.In questo contesto, comunque, il punto di vista attuale sui Flowerhorn è ancora qualcosa di confuso. Gli allevatori che producono i Flowerhorn tendono a tenere i dettagli dell’allevamento un secreto da custodire, e poiché il prezzo di questi pesci in alcuni mercati è molto elevato, non dovrebbe sorprendere il fatto che i produttori non vogliano divulgare i segreti dell’allevamento di questi costosi pesci, poiché verrebbero meno i loro obiettivi commerciali. Sarebbe bello non dover più spendere migliaia di euro, come accade nel mercato dell’Estremo Oriente, se la “ricetta” cadesse nelle tue mani e ti permettesse di produrre lo stesso pesce al solo costo della coppia. Come conseguenza, all’acquariofilo non resta che indovinare quali pesci hanno contribuito alla nascita di ciascun Flowerhorn.<a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/Amphilophus_citrinellus_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10625" title="Amphilophus_citrinellus_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/Amphilophus_citrinellus_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a> Alcune specie di Ciclidi sono state considerate gli antenati dei Flowerhorn, tra cui abbiamo: <em>Amphilophus citrinellus, </em><em>Amphilophus festae, </em><em>Amphilophus labiatus, </em><em>Amphilophus trimaculatum. </em>Non c’è bisogno di dire che questi pesci sono famosi tra gli esperti di Ciclidi come grandi pesci con uno spiccato senso territoriale che li portano anche ad una battaglia mortale se inseriti in un contesto acquatico non appropriato. Tutto ciò serve per dire che anche i piccoli di queste varietà ibride potrebbero ereditare questo temperamento un po’ esuberante. Dall’esperienza dei vari proprietari di Flowerhorn, il costo elevato e il temperamento quasi vulcanico di alcuni esemplari non sono un efficace deterrente al loro acquisto per un acquariofilo deciso ad averli.</p>
<p style="text-align: justify;">IL MANTENIMENTO</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, quali sono i requisiti per la cura dei Flowerhorn per l’acquariofilo che vuole avere a che fare con questi pesci?. Il principale requisito è lo spazio, e anche molto. Pensate a una grandezza di una vasca e raddoppiatela, poiché i Ciclidi hanno bisogno di grandi spazi, a dir poco. È anche possibile che un solo esemplare di Flowerhorn abbia bisogno di un acquario tutto per sé. Inoltre, l’istinto che molti Ciclidi hanno di risolvere il problema del “sovraffollamento” sterminando la concorrenza, nei Flowerhorn è amplificato, a volte fino a livelli spaventosi, e l’acquariofilo deve essere ben preparato alla reale possibilità che il gigante acquario che ospitava diverse specie, tra cui un Flowerhorn, potrebbe diventare un acquario di una specie sola, il Flowerhorn, tra l’altro con un finale grottesco. Inoltre, è anche possibile che solo due Flowerhorn, un maschio e una femmina, siano in grado di vivere nella stessa vasca senza attaccarsi l’un l’altro solo se separati da un divisore molto robusto. <a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/07/carassius_auratus_oranda_2_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8297" title="carassius_auratus_oranda_2_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/07/carassius_auratus_oranda_2_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a>Le decorazioni per un acquario di Flowerhorn sono simili a quelle che si usano per gli esemplari di Ciclidi grandi, sempre che il Flowerhorn non si dimostri completamente intollerante a qualunque altro pesce nell’acquario. Il modo più sicuro per assicurarsi che non si sfoci in una tragedia, è quello di presumere che il pesce voglia l’esclusiva sull’intero acquario e usare poi decorazioni resistenti sullo stile di quelle usate per gli altri grandi Ciclidi, difficili da rompere. L’acquariofilo esperto sa anche che è importante proteggere i supporti tecnologici per la vita nell’acquario come il sistema di riscaldamento, per evitare che il Flowerhorn lo mordi o lo butti fuori dall’acquario pensando che sia divertente.Anche il nutrimento potrebbe creare dei problemi. Un pasto sostanzioso potrebbe essere divorato voracemente e il maggior problema che l’acquariofilo deve risolvere è quello di limitare l’appetito del pesce, così da non sovraccaricare il filtraggio. Dovrebbe essere ovvio che un esemplare da 30 o più cm con un grande appetito richieda una filtrazione di alta qualità in aggiunta ad una grossa quantità d’acqua nella quale vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ALLEVAMENTO</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/07/xiphophorus_maculatus_1_massimo_grande_acquari.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8393" title="xiphophorus_maculatus_1_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2009/07/xiphophorus_maculatus_1_massimo_grande_acquari.jpg" alt="" width="120" height="90" /></a>Cosa dire sull’allevamento? Ebbene, l’acquariofilo che acquista un Flowerhorn maschio e uno femmina potrebbe trovarlo interessante. Tuttavia, un divisore iniziale tra i due esemplari potrebbe diventare fisso, poiché c’è la possibilità che la loro riproduzione avvenga solo tramite il separatore, evitando che l’atto riproduttivo diventi un’ atto violento. Alcuni acquariofili, visto l’alto costo dei loro pesci, potrebbero pensare che riprodurre avannotti di Flowerhorn sia un’impresa proficua, ma date le complicazioni nella riproduzione in grande scala  un sogno come questo potrebbe rivelarsi irrealizzabile. Questa impresa potrebbe risultare un costoso investimento che richiederebbe un duro lavoro, poiché gli avannotti hanno bisogno di varie vasche di accrescimento, per evitare che si uccidano tra di loro specialmente se di taglie diverse in vasche piccole e di comunità.</p>
<p> MGA</p>
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		<title>I pesci ibridi cap.2</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 21:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[I pesci ibridi]]></category>
		<category><![CDATA[pesci ibridi]]></category>

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		<description><![CDATA[segue da pag.1» 
LA CONTROVERSIA
Nonostante alcuni potrebbero considerare strano il fatto che, ad esempio, le varietà ibride ovovivipare siano accettate nel mondo degli acquariofili solo con un leggero mormorio, mentre per quelle dei Ciclidi ci sia un acceso dibattito, tutto ciò ha una base di fondo. I Ciclidi sono pesci molto evoluti, con numerosi e ben [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em><a href="http://www.massimograndeacquari.com/i-pesci-ibridi/"><span style="color: #0000ff;">segue da pag.1» </span></a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">LA CONTROVERSIA</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante alcuni potrebbero considerare strano il fatto che, ad esempio, le varietà ibride ovovivipare siano accettate nel mondo degli acquariofili solo con un leggero mormorio, mentre per quelle dei Ciclidi ci sia un acceso dibattito, tutto ciò ha una base di fondo. I Ciclidi sono pesci molto evoluti, con numerosi e ben documentati esempi di comportamento intelligente, Konrad Lorenz come ben sappiamo fù pioniere di questa affermazione; inoltre, nei casi delle specie del Centro e Sud- America, che sono stati il fulcro dell’ibridazione dei Flowerhorn, si è osservato che posseggono attributi comportamentali che li fanno affezionare ai loro possessori poiché essi sono, in qualche modo, “come gli esseri umani” – formano <a href="http://www.massimograndeacquari.com/una-storia-damore/"><strong><em><span style="color: #0000ff;">legami di coppia monogami</span></em></strong></a>, si impegnano molto durante la riproduzione per la cura delle uova e degli avannotti (cura della prole) e facendo questo evocano un’empatia tra loro e l’acquariofilo. Le persone che non stimano molto le varietà ibride dei Ciclidi spesso pensano che siano qualcosa di “non naturale” – di fatto questi pesci non sono conosciuti tra le maggiori varietà ibride allo stato naturale, anche se sono portati a esserlo nell’acquario. Dato che le varietà ibride naturali dei Ciclidi non sono documentate come ricorrenti, è sorto il sospetto che queste varietà sono in qualche modo il risultato di una “manipolazione” dell’Uomo. Dato che qualsiasi “manipolazione” sugli essere umani, suscita delle  reazioni contrastanti, anche quelle sui Ciclidi “manipolati” crea opinioni discordanti, poiché alcuni pensano che le varietà ibride possano “soffrire”. Inoltre, esiste il problema della capacità di procreare. Le varietà ibride originali <em>facetum x spilurum</em> documentate negli anni ’70 erano considerate sterile e incapaci di riprodursi.<a href="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/Nimbochromis_Venustus.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10622" title="Nimbochromis_Venustus_massimo_grande_acquari" src="http://www.massimograndeacquari.com/wp-content/uploads/2010/02/Nimbochromis_Venustus.jpg" alt="" width="250" height="200" /></a> Si può dire che la prole fosse meno adatta a procreare, rispetto ai genitori e, di nuovo, si ha quel senso di “violazione” della “legge naturale”. Anche nel caso in cui la prole fosse capace di dar vita ad altri piccoli, questi ultimi potrebbero avere delle anomalie non riscontrate immediatamente, che non sarebbero presenti se i genitori si fossero riprodotti naturalmente. È chiaro che il lettore può prendere una posizione diversa da quella scritta qui sopra, ma sappia che questa visione è molto sostenuta tra molti acquariofili e che il Flowerhorn rimane un pesce intorno al quale il dibattito tra acquariofili è molto acceso. Quindi, esattamente, cosa è il Flowerhorn? Prima di rispondere a questa domanda, comunque, abbiamo bisogno di capire perché questi pesci sono così popolari tra gli acquariofili, nonostante suscitino forti reazioni in altri.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.massimograndeacquari.com/i-pesci-ibridi-cap-3/"><span style="color: #0000ff;"><strong><em>segue pag.3 »</em></strong> </span></a></p>
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